hooligan musicale a tempo perso


martedì, agosto 16, 2005

frequenze disturbate: riflessioni una settimana dopo.

intro:
mai stato a urbino.
fino a momento di mettermi in viaggio manco sapevo se era in umbria o nelle marche.
stupenda città, comunque. col plusvalore di essere stata per tre giorni una sorta di indie city pullulante di 20/30 something in t-shirt musicofile.

day one
nella piazza a partenza è italiana, con sprinzi (già mi avevano colpito poco di spalla a j mascis a genova, li invece son proprio fastidiosi) e edible woman (un pò birthday party, un pò stranglers: veramente bravi) e si fa conocenza con la crescia, meravigliosa pietanza locale che assieme alle fette biscottate mattutine sarà l'unica forma di cibo ingerita durante il festival...
la coda per l'acquisto de biglietto mi fa perdere quasi tutto il set dei one dimensional man, mentre dopo mi gusto in toto i jennifer gentle: ok, la voce del tipo è tremenda, ma hanno un tiro micidiale e convincono molto più che in studio (dove secondo me esagerano un pò con gli arrangiamenti da gruppo freak londinese anni sessanta).
subito dopo i raveonettes danno una replica convincente del concerto genovese, e subito dopo il cantante fa da maestro di cerimonie per julian cope.
diomio julian cope. sarebbe piaciuto all'amico giorcielli, nel suo essere:
1. un reduce new wave
2. che fa metal psichedelico a metà tra i van halen* e gli hawkind più scoppiati (sta citazione a lui garberebbe un sacco...)
3. accompagnato da dei fenomeni da baraccone (il chitarrista conciato come una comparsa del film "flash gordon", il tastierista un biker muscoloso appena uscito da una palestra, il batterista di mezza età)
4. conciato come axl rose nei suoi momenti peggiori
5. che finisce il concerto tagliandosi il petto con un'asta del microfono spezzata e che si allontana cantando la prima strofa di "my way"

un eroe. certo, fossi andato solo per vedere lui i sarei pure un pò incazzato, del passato solo "sunspots", una stravolta "world shut your mouth" e una lunghissima "reynard the fox".
ma così ci sto dentro, roba così la vedi una sola volta nella vita (e poi mi son fatto fotografare con lui!)

dopo inizio a preoccuparmi per il numero minaccioso di ampli e spie montate su palco, e scappo in fondo...faccio bene: pure da li i dinosaur jr. si sentono fortissimo!!!!!
e che concerto.
perfetti, semplicemente perfetti.
j. si lancia in assoli da antologia, murph non sarà un metronomo ma picchia come un fabbro, lou urla come un ossesso.
fanno pure "just like heaven".
non ho parole.

day two.
in piazza prorompenti problemi non mi fanno gustare per intero il concerto di arte molto buffa, peraltro notevoli: spero di vederli al più presto in quel di genova.
all ritorno in piazza, da lontano mi par di udire i temibili offlaga disco pax, ma avvicinandomi noto con piacere che è il sempre ottimo emidio clementi che legge pagine scelte di un suo libro, accompagnato da uno starfuckers che mette su delle basi. vedere una piazza piena di gente che ascolta in religioso silenzio le sue storie disperate è un bello spettacolo.
alla fortezza mi perdo i midwest ma mi rivedo con piacere i kech, sempre molto bravi.
e poi la sorpresa (almeno per me: mi erano assolutaente sconosciuti) sons and daughers: alt. country e indie,chitarre alla "london calling" e echi di gun club. fanno pure una cover degli stranglers ("nice 'n' sleazy", da "black and white"), cazzo voglio di più?
i sophia invece mi sfiancano. e tanto.
eppure son bravi, però dopo un pò vince la fiacca. mat. mi fotografa mentre tristo & sconsolato guardo il concerto da lontano seduto su un altalena...
subito dopo invece echo & the bunnymen dimostrano alle masse il significato della parola classe: solo singoli, "lips like sugar" all'inizio e "the killing moon" a metà, una "the cutter" memorabile, peccato non facciano "pictures in my wall" ma fanno due cover strepitose, "roadhouse blues" e "walk on the wild side", due pezzi che uno non avrebbe più voglia di riascoltare da quanto sono famosi e che invece rifatti da loro riacquistano senso. perchè gi u2 son famosi e loro no? perchè i vari coldplay e keane non i citano mai come influenza primaria sul loro stile?

day three.
il cielo grigio al mattino promette malissimo, e difatti nikki sudden (il cui chitarrista è la copia inquietante di izzy stradlin dei guns n' roses) suona sotto un diluvio incessante. eppure è uno spettacolo incredibile, nel suo ridare vita a una materia vecchia e risaputa (un rock a metà tra stones e dylan, che poi è il suo pane quotidiano dopo lo scioglimento degli immensi swell maps), con una grinta che le nuove leve si sognano.
la fuga a casa fa passare il pomeriggio in compagnia di un buon libro e una tazza di the, e quando arrivo alla fortezza è tempo di fourtet : il ragazzo è una macchina da guerra, fa ballare tutti sotto la pioggia mentre monta beats con precisione chirurgica.
la pioggia rallenta in concomitanza con i blonde redhead. che un pò mi deludono: intendiamoci, bravi son bravi, a gli ho visto far meglio, molto meglio.
gli yo la tengo invece sono un diesel: partono lenti, troppo lenti (piove e fa freddo, e la psichedelia di "night falls on hoboken" all'inizio non mi scalda...), ma poi picchiano sodo, con ripescaggi da passato remoto e tre cover: "speeding motorcicle", "gates of steel" dei devo e "nuclear bomb" di sun ra (per tastiera e due batterie, e lunghissima!)

appunti sparsi:
un bagno in comune tra 8 (o più di 8) persone è un dramma;
se si va in un bed & braekfast portarsi appresso una caffettiera: quella in dotazione potrebbe essere troppo sporca per essere usata, e la mattina senza caffè è un incubo che una tazza di the non risolve;
i dj del velvet mettono gli stessi dischi di quelli del milk, ma son più aggiornati. forse.
la presenza di belle ragazze era notevole, e a differenza di quelle genovesi con loro si può dialogare: this is not genova, e si vede!
staccare il copritazza del cesso è un discreto atto di vandalismo creativo. usarlo come canestro da basket dopo averlo sistemato sopra un armadio è un opera d'arte concettuale (e firmarsi piccolo samuele al momento di rilasciare le proprie generalità è un tocco di classe...);
le riviste per giovani fanciulle ribbelli sono spettacolari, e per la cronaca "le ore" esiste ancora (dopo averne vito un numero in autogrill in macchina eravamo commossi, la vox populi era che la rivista -fonte di occhiaie e cecità per molti gggiovani dai 25 in su- fosse fallita)
beccare le persone che si vedono solo a ste occasioni è una cosa che lascia sempre un pò di magone: se qualcuno si riconosce in sta frase e passa su sto blog, see ya next time!
premio miglior colonna sonora alla macchinata scesa da acqui: un cd contente solo i "rumori" delle battaglie di ken il guerriero, urla esplosioni e tutto il resto.


un bilancio?
festival della madonna, l'anno prossimo si torna.

G.

*ho beccato un intervista primaverile su "mucchio selvaggio extra" in cui parla del prossimo disco "dark orgasm" facendo riferimento ai van halen: questo chiarisce molto del concerto...
un'altra cazzata di intortetor | 19:59 | commenti (2)